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Archive for the ‘Ph.ysics’ Category

Cadendo in un Buco Nero

marzo 2, 2010 Lascia un commento

Un buco nero è un’entità astrofisica così massiva che la sua velocità di fuga è superiore alla velocità della luce (quella della Terra è circa 40mila km/h). Questo determina che neppure la luce riesce a sfuggirgli e quindi il buco nero assorbirà qualsiasi radiazione o oggetto capiti nella sua area d’influenza, chiamata orizzonte degli eventi, oltre la quale si vede solo un profondissimo e impenetrabile nero. Sebbene ipotizzati già nel settecento da un geologo di nome Mitchell e ripresa poco più tardi dal matematico Laplace, le “stelle oscure” non hanno attirato la curiosità degli astrofisici del diciannovesimo secolo che non sapevano spiegarsi come la luce, priva di massa, potesse risentire della forza di gravità e quindi essere assorbita.

La risposta la diede Einstein più di un secolo dopo, dimostrando nella teoria della relatività generale che la struttura stessa dello spazio-tempo viene distorta dalla massa degli oggetti e quindi in realtà la luce continua a seguire la superficie dello spaziotempo che tuttavia si curva fino a formare un pozzo infinitamente profondo (da cui il nome singolarità) da cui è impossibile uscire.

Cosa succederebbe quindi se cadessimo in un Buco Nero?

…scoprilo su phme.it!

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Per metterci un po’ in Ph.rospettiva

gennaio 2, 2010 Lascia un commento

“Relatività e Spaziotempo” potrebbe essere un buon sottotitolo.

Un video segnalatomi da mio padre, realizzato dall’American Museum of Natural History, per pubblicizzare la mostra From the Milky Ocean to an Evolving Universe al Rubin di Manhattan.

Come Spiegato nel trafiletto di youtube ogni satellite, pianeta, stella, galassia è riprodotta nella corretta scala e nella corretta posizione per quanto le attuali conoscenze di astrofisica ci permettano di determinare, grazie a una curata ed aggiornata mappa quadridimensionale dell’universo.

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Categorie:Ph.ysics

Epistemologia da Bar: Lenti, Lumache, LHC.

dicembre 11, 2009 7 commenti

Milano, Palazzo Reale. Oppure tempo fa, su un pianeta lontano

– Questo è un discorso di epistemologia spiccia, di quelli da Bar di Fisica negli oziosi pomeriggi post esame- disse il professore agli studenti sorseggiando un the alla rosa canina, di gran moda ai tempi. Egli era notoriamente eccentrico. Il suo originale punto di vista gli era valso le simpatie degli studenti e le (poche) glorie accademiche, specialmente nel campo della storia e filosofia della Scienza. Tuttavia i colleghi generalmente lo trattavano con indifferenza considerandolo troppo dedito a quelle piccolezze da potersi dedicare alla “Vera Scienza”, macinando numeri davanti a un calcolatore.

– Tempo fa, su un pianeta lontano, vi era un popolo molto ingegnoso di lumachine che non erano dotate del senso della vista. Anzi, a dir la verità non erano dotate di nessuno dei nostri sensi fatta eccezione per uno straordinariamente accurato senso del gusto. Strisciando sul loro stomaco sondavano il terreno circostante in cerca di sapori corrispondenti ad altri individui o a cibo; nella loro società la bellezza era conseguenza di sapori, così come la comunicazione veicolata tramite secrezioni.

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Decadimento Alfa: fra scienza e tecnologia.

dicembre 5, 2009 2 commenti

Un particolare rilevatore di particelle Alfa, utilizzato per...

Dopo tanto parlare di astrofisica passo al mio vero ambito di competenza: la fisica nucleare.

La radioattività α è stata la prima ad evendenziare le prorietà del nucleo atomico. Fu scoperta da Henri Becquerel nel 1896 quando si accorse che dei sali d’Uranio impressionavano le lastre fotografiche ancora sigillate. Studiando il fenomeno fu possibile dedurre la struttura dell’atomo (grazie agli esperimenti di Rutherford) formato da un mare di elettroni orbitanti attorno a un nucleo centrale; le particelle alfa, grazie alla loro alta energia rispetto agli strumenti disponibili all’epoca (si tratta dei primi del ‘900) permettevano di sondare nel profondo la struttura della materia oltrepassando quel mare di elettroni che crea una nebbia, fino ad allora impenetrabile, che rende complicato intravedere il nucleo.

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Eventi Ph.isici: Il Nobel G. Smoot a Milano.

novembre 30, 2009 2 commenti

Locandina della Lezione di G. Smoot

Avviso ai Lombardi: doppio appuntamento con George Smoot, premio Nobel 2006 e medaglia Einstein 2003, nel capoluogo Lombardo. Il prof. Smoot è uno dei maggiori comsologi viventi, uno dei principali scienziati dietro al progetto del satellite COBE (per cui fu insignito del premio Nobel “per aver posto le basi della cosmologia come scienza di precisione”) e quindi esperto dell’investigazione della radiazione cosmica di fondo.

Personaggio carismatico, vincitore nobile del famoso gioco a premi “Chi vuol essere Milionario” e conosciuto anche per un cameo nella serie televisiva “The Big Bang Theory” (Episodio “The Terminator Decoupling”), terrà due conferenze nei giorni di Mercoledì 2 e Giovedì 3 Dicembre.

La prima, Mercoledì 2 Dicembre alle ore 15.00 in Aula A del dipartimento di Fisica rivolta a studenti di Dottorato (questo non significa che non possa essere comprensibile anche a degli amatori).

La seconda, come da locandina a destra, Giovedì 3 dicembre alle ore 18.00, al Palazzo della Regione auditorium Gaber, di impronta più divulgativa e indirizzata a un pubblico di studenti di scuola superiore (non so se sarà presente un traduttore). Indispensabile è la registrazione sul sito del Centro Culturale di Milano.

Dato lo spessore del relatore invito chiunque abbia interesse nell’argomento e del tempo libero a vincere la pigrizia.

Per maggiori informazioni rimando al sito del gruppo di Cosmologia dell’Università di Milano.

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Nucleosintesi: una pioggia di Oro sulla Galassia.

novembre 10, 2009 1 commento
Supernova

Nebulosa del Granchio, residuo di una Supernova.

Tutto l’oro dell’universo viene dalle supernove

– Alan Moore, Watchmen –

Tutti sappiamo che in natura esiste un gran numero di elementi:
Principalmente Idrogeno, Elio, Azoto e Ossigeno compongono la nostra atmosfera, Silicio, Alluminio, Ferro, Calcio, Carbonio compongono in larga misura la terra su cui poggiamo i piedi ed un infinità di elementi più o meno rari arricchiscono l’intero universo. Com’è possibile questa varietà di elementi?
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La prova del Big Bang

novembre 2, 2009 8 commenti
CBR

Radiazione di Fondo Cosmico catturata dal satellite WMAP

Le origini dell’universo sono uno degli argomenti scientifici più affascinanti per i non addetti ai lavori. Spesso amici mi chiedono di parlare dell’origine dell’universo e di come mai la teoria del Big Bang abbia preso così tanto piede nella comunità scientifica. Le spiegazioni che ricevono di solito dalla televisione o da libri divulgativi ai più arguti non appaiono sufficienti a determinare in maniera schiacciante la veridicità di tale teoria. Alchè ho notato che televisione e libri divulgativi non fanno praticamente mai riferimento a quella che è, in effetti, la vera prova che ha messo a tacere i sostenitori di teorie diverse da quella del Big Bang: la radiazione di fondo cosmico. Leggi tutto…