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L’inaspettato

Violet Sky

Renate, Campo di Ravizzone.

In fotografia, come in molto altro, è importante stupire al fine di veicolare un messaggio. Ribaltare l’usuale è un meotodo efficace per stupire.

Cercavo una composizione dal colore equilirato, allora ho pensato alla tricromia (Rosso-Verde-Blu) e quadricromia (Ciano-Giallo-Magenta+Nero). Rosso e Blu, e Ciano e Magenta determinano il viola e così un campo colmo di fiori gialli ha rappresentato una ghiotta occasione per rappresentare la mia idea.

Sostituendo l’azzurro del cielo, che determina una cromatica molto luminosa e che spesso necessita una sottoesposizione per risultare equilibrata, con il viola in oggetto ho voluto creare questa una composizione visivamente equilibrata, ribaltando la solita realtà, così da cercare di stupire e lasciare lo spettatore a interrogarsi sul perchè di questo cambio di prospettiva.

Ovviamente il post processing non si è limitato al colore, cercando ovviamente di incrementare la saturazione e il contrasto anche oltre al comunemente ritenuto saggio, proprio per enfatizzare questo non-luogo fotografico.

Aspetto ovviamente vostri commenti e critiche a questa mia prima fotografia postata (e non fatemi fare la figuraccia di lasciare deserto questo appello!)

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  1. ottobre 31, 2009 alle 10:23 am

    “cercare di stupire e lasciare lo spettatore a interrogarsi sul perchè di questo cambio di prospettiva.”

    Lo sai come la penso, no? Uno spettatore, utente dell’arte, non si interrogherà mai su di un cambio di prospettiva, se prima l’artista stesso non si apre e non esplica i suoi motivi per il detto cambio di prospettiva.
    T’è mai capitato di sentire di poter parlare con una persona che per prima ha avuto fiducia in te e si è aperta, dicendo molto di sé?
    Ecco, la medesima cosa la riscontro con l’arte. Anche per questo la chiamo “carità di narciso” 🙂
    Resta inteso che trovo la foto ottima da un punto di vista “Pitto-grafico”. Forse un pò scura negli alberi; se volevi mantenere una gamma dimanica alta potevi tentare con un HDR (e magari lo è) o comunque puntare ad un bel ETTR, cercando eventualmente con un filtro di non bruciare il cielo (oppure tornare di sera).
    Banalità tecniche eh, l’arte -appunto- si ricerca in altre cose. Ma visto che le hai chieste… 😉

    yours

    MAURO

  2. ottobre 31, 2009 alle 5:32 pm

    Non lo so Mauro,
    In realtà quando mi trovo davanti a una fotografia la prima cosa che mi domando, da buon edotto anche grazie a te, è “perchè?”.
    Poi se la cosa stupisce la domanda si rafforza, indipendentemente dall’artista. Poi se l’artista è una gran firma e la foto è proposta in modo giusto, si rafforza ulteriormente.

    Riguardo alla parte tecnica, probabilmente potrei tirare gli alberi o HDR-izzarlo, ho ancora un bel po’ di margine specie in questo formato, tuttavia semplicemente non voglio.
    La linea di alberi molto scura crea uno stacco che trovo carino, e mettono in risalto l’albero al centro punto geometrico catartico della fotografia, che altrimenti svanirebbe in mezzo alla selva…

    Ciao
    Andrea

  3. novembre 9, 2009 alle 5:19 pm

    Hai ragione Andrea.
    Allora ti lancio quest’altra visione, visto quel che dici poi sulla composizione fotografica: e mettere l’albero in centro e fregarnete dei terzi? ^^

    yorus

    MAURO

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